Domingo ha annunciato inoltre che non potrà partecipare ai funerali di Pavarotti, in programma domani (sabato ) a Modena, perchè impegnato nelle prove della 'Messa da Requiem' di Verdi con l'Opera di Los Angeles, di cui è direttore generale.
Placido Domingo, 66 anni (cinque meno di 'Big Lucianò), ha detto di aver parlato per telefono con Pavarotti poco più di una settimana fa, dopo che questi era stato dimesso dall' ospedale. I due si erano augurati di poter combinare di rivedersi il mese prossimo, in occasione di una tournee del tenore spagnolo in Europa. «Non è stato un addio», ha dichiarato.
E anche per tutta la giornata di mercoledì, quando si susseguivano le notizie su un aggravamento delle condizioni di Pavarotti, la sua reazione era stata «finché c'è vita c'è speranza», nell'auspicio che avrebbe superato la «crisi».
Dopo che un collaboratore gli aveva comunicato che la situazione era stazionaria, alcune ore più tardi Domingo aveva ricevuto un'altra telefonata, durante una pausa nelle prove dei 'Requiem', in cui gli si comunicava che Pavarotti era morto un quarto d'ora prima.
Placido Domingo - che con Pavarotti e Josè Carreras aveva dato vita alla straordinaria esperienza artistica e umana dei concerti dei 'Tre tenori' - ha ricordato che con l'amico italiano era cresciuto assieme nel mondo dell'opera e che tra di loro si era stabilita, in 40 anni, una solidarietà tale da sconfiggere qualsiasi malevolenza e qualsiasi tentativo dei critici di anteporre l'uno all'altro. Se vi è stata competizione, entrambi ne hanno beneficiato.
«Penso che la carriera di Luciano sia stata più grande perché c'ero io, come amico rivale. E penso che anche la mia carriera sia stata più grande perché c'era lui, come amico rivale», ha sottolineato.
Domingo ha aggiunto di non aver ancora parlato con Carreras. Alla domanda se assieme a lui renderà una qualche forma di omaggio all'amico-collega scomparso, ha risposto: «Dobbiamo parlarne».
















