E val la pena ricordare come il castello federiciano è diventato uno dei simboli dell’euro italiano. Con l’entrata in vigore dell’euro (2002), i dodici Paesi (originari) che usano la nuova moneta hanno avuto la possibilità di diversificare il “diritto” proprio delle monete di metallo (le banconote sono uguali per tutti). In alcuni casi (Belgio, Irlanda, Lussemburgo e Olanda) è stato scelto un tema unico per le otto monete (2 euro, 1 euro, 50 centesimi, 20 centesimi, 10 centesimi, 5 centesimi, 2 centesimi, 1 centesimo), in altri sono stati individuati tre immagini (è il caso della Finlandia, Francia, Germania, Portogallo e Spagna), mentre Austria, Grecia e Italia hanno individuato 8 immagini, una per moneta.
Per quanto riguarda l’Italia, inizialmente l’idea era quella di indicare tre immagini e, infatti, i cittadini vennero coinvolti partecipando pure al televoto di una trasmissione televisiva della domenica pomeriggio: Castel del Monte era tra i candidati ad essere raffigurato sul diritto delle tre monete più piccole, ma per tali monete riscosse più voti il Colosseo di Roma. Il buon successo, comunque, di Castel del Monte al televoto e l’idea di allargare ad otto le immagini da riprodurre sulle monete, fecero sì che Castel del Monte fosse poi scelto per il diritto della moneta da un centesimo. Una monetina che fa conoscere Andria ed il suo castello in Europa. [m.p.]
















