Petarra abita in via Verdi, vicino a casa Scazzi, ed era impegnato in lavori di pitturazione. «Sono certo dell’orario delle 13.45 - ha detto a verbale Petarra - perché ho controllato l’orologio perché lo ricollego alla circostanza che mia moglie doveva andare al lavoro, prendendo la moglie del mio compare Enzo Maresca, per poi giungere sul posto di lavoro alle ore 14. Questa operazione di guardare l’orologio l’ho fatta anche perché mia moglie mi aveva chiamato dal balcone per dirmi che era tardi e che doveva andare al lavoro. A questo punto ho smesso di lavorare e sono rientrato in casa per accudire mio figlio». Dichiarazioni, quelle di Petarra, poi riscontrate dalla moglie, anch’ella citata come testimone per l’udienza di oggi, assieme a due fidanzatini che incrociarono Sarah qualche minuto dopo. [M.Maz.]
Martedì 14 Febbraio 2012, 08:30
03 Febbraio 2016, 00:28
Tra i 7 testimoni citati per oggi dal pm Mariano Buccoliero, di assoluto rilievo appare il contributo atteso da Antonio Petarra, il 38enne di Avetrana che il 9 dicembre del 2010, nel corso di un interrogatorio, rivelò di aver visto Sarah alle 13.45 del giorno della sua scomparsa, mentre andava verso casa degli zii.
Petarra abita in via Verdi, vicino a casa Scazzi, ed era impegnato in lavori di pitturazione. «Sono certo dell’orario delle 13.45 - ha detto a verbale Petarra - perché ho controllato l’orologio perché lo ricollego alla circostanza che mia moglie doveva andare al lavoro, prendendo la moglie del mio compare Enzo Maresca, per poi giungere sul posto di lavoro alle ore 14. Questa operazione di guardare l’orologio l’ho fatta anche perché mia moglie mi aveva chiamato dal balcone per dirmi che era tardi e che doveva andare al lavoro. A questo punto ho smesso di lavorare e sono rientrato in casa per accudire mio figlio». Dichiarazioni, quelle di Petarra, poi riscontrate dalla moglie, anch’ella citata come testimone per l’udienza di oggi, assieme a due fidanzatini che incrociarono Sarah qualche minuto dopo. [M.Maz.]
Petarra abita in via Verdi, vicino a casa Scazzi, ed era impegnato in lavori di pitturazione. «Sono certo dell’orario delle 13.45 - ha detto a verbale Petarra - perché ho controllato l’orologio perché lo ricollego alla circostanza che mia moglie doveva andare al lavoro, prendendo la moglie del mio compare Enzo Maresca, per poi giungere sul posto di lavoro alle ore 14. Questa operazione di guardare l’orologio l’ho fatta anche perché mia moglie mi aveva chiamato dal balcone per dirmi che era tardi e che doveva andare al lavoro. A questo punto ho smesso di lavorare e sono rientrato in casa per accudire mio figlio». Dichiarazioni, quelle di Petarra, poi riscontrate dalla moglie, anch’ella citata come testimone per l’udienza di oggi, assieme a due fidanzatini che incrociarono Sarah qualche minuto dopo. [M.Maz.]
















