Salvatore Metrangolo, originario del Salento, di Guagnano (Pozzessere invece è nato a Bari) ha rassegnato ieri le proprie dimissioni dagli incarichi di consigliere di amministrazione della Seicos spa e da presidente della SSI. A comunicarlo è stato lo stesso dirigente in una nota. La decisione è stata assunta, si legge, «al fine di evitare che le recenti notizie di stampa possano generare qualsiasi strumentalizzazione a danno delle società medesime e della Finmeccanica».
La vicenda ruota sempre intorno a Gianpaolo Tarantini che, affermano i pm baresi, voleva entrare nel giro degli appalti milionari di Finmeccanica e della Protezione civile, ai cui vertici avrebbe dovuto introdurlo proprio il premier in cambio dei 'favorì ottenuti. Ma Gianpi si muoveva anche in proprio, cercando di agganciare i manager del colosso industriale con il suo solito «metodo». E, almeno in un caso, ci è sicuramente riuscito.
Secondo la procura di Bari proprio Metrangolo, insieme ad «altro soggetto non meglio identificato», avrebbe goduto dei favori di alcune prostitute procurate da Gianpi. Tre donne - Niang Kardiatou, detta Hawa, Fadoua Sebbar e tale Emiliana - ma solo le prime due si sarebbero prostituite, pagate dall’imprenditore pugliese. L’incontro sarebbe avvenuto in un albergo romano tra il 3 e il 5 marzo. L’intento di Tarantini, scrivono i pm, sarebbe stato quello di ottenere tramite Metrangolo «informazioni riservate dall’interno del Gruppo industriale (Finmeccanica - ndr), nonchè di entrare in contatto con i relativi vertici aziendali».
















