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Omicidio Claps: gli ultimi protagonisti della vicenda

Omicidio Claps: gli ultimi protagonisti della vicenda

Omicidio Claps: gli ultimi protagonisti della vicenda

 

Venerdì 28 Maggio 2010, 18:02

02 Febbraio 2016, 21:52

Ecco un breve profilo degli ultimi protagonisti del caso Claps: 

LUCIO DI PIETRO – E' il procuratore Generale di Salerno, noto per essere stato pubblico ministero del «caso Tortora». Ha avocato l’inchiesta sull'omicidio di Elisa Claps ed ha firmato la richiesta di arresto per Restivo 

ROSA VOLPE E LUIGI D’ALESSIO – Pubblici ministeri di Salerno, hanno indagato per anni sulla scomparsa di Elisa Claps dopo il trasferimento dell’inchiesta da Potenza e Salerno. Chiesero ed ottennero l’archiviazione delle indagini sull'ex pm di Potenza Felicia Genovese e sul marito Michele Cannizzaro, escludendo sia reati compiuti dai due, sia omissioni nella prima fase dell’inchiesta sulla scomparsa della ragazza. 

BARBARA STRAPPATO – Dirigente della squadra mobile della Questura di Potenza, si era occupata in passato, quando lavorava a Bari, della scomparsa dei «fratellini di Gravina». Già prima del ritrovamento del cadavere di Elisa Claps, aveva chiesto alla Procura di Salerno di riaprire le indagini a carico di Danilo Restivo. 

FRANCESCO INTRONA – Medico legale di Bari, ha svolto l'autopsia – «di altissimo livello scientifico», ha detto il pg Di Pietro – sui resti del cadavere di Elisa Claps, arrivando a stabilire che la ragazza fu uccisa lo stesso giorno della scomparsa, il 12 settembre 1993, con 13 coltellate al torace. 

FILOMENA IEMMA E GILDO CLAPS – Madre e fratello di Elisa. Per 17 anni e anche in questi giorni hanno urlato la richiesta di verità sul delitto, sulla responsabilità di Restivo e su quelli che loro considerano «evidenti depistaggi». 

MARIO MARINELLI – Da sempre difensore di Danilo Restivo, ha ripetutamente ribadito, anche dopo il ritrovamento del cadavere, l'innocenza dell’indagato. 

GIULIANA SCARPETTA – Salernitana, legale della famiglia Claps. Ha puntato il dito contro Restivo e, di recente, ha scritto al Papa definendo la chiesa potentina, in relazione alla vicenda della ragazza, «manchevole, inadempiente, omertosa». Chiede che si continui ad indagare su presunti depistaggi avvenuti dopo la scomparsa di Elisa 

DON VAGNO – Vice parroco a Potenza della Chiesa della Trinità. Ha ammesso agli investigatori che già a gennaio era stato ritrovato il cadavere nel sottotetto della Chiesa e che tentò di informare il vescovo. Poi – ha detto – si dimenticò della cosa. 

MONS. AGOSTINO SUPERBO – Arcivescovo di Potenza e vicepresidente della Cei. È finito nella bufera quando si è saputo che a gennaio don Vagno, dopo il ritrovamento del cadavere, tentò di informarlo. L’arcivescovo ha detto di non aver capito la notizia che gli dava il viceparroco, brasiliano, per via del suo italiano stentato. 

DON DOMENICO SABIA – Per 45 anni parroco della Chiesa della Trinità di Potenza, morto nel 2008, è stato più volte chiamato in causa per il mancato ritrovamento del cadavere, rimasto per 17 anni nel sottotetto della Trinità. Un’azione al limite della diffamazione, ha detto la famiglia, la quale ha sottolineato che «don Mimì « cercò di essere in vita «testimone trasparente» di Cristo e morì «povero».
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