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Tangenti Sanità in Puglia altra indagine per corruzione

Tangenti Sanità in Puglia altra indagine per corruzione

Tangenti Sanità in Puglia altra indagine per corruzione

 
Tangenti Sanità in Puglia altra indagine per corruzione

Giovedì 19 Febbraio 2009, 18:17

02 Febbraio 2016, 20:10

BARI - Accertamenti per i reati di corruzione e falso sono in corso da parte della Guardia di finanza per verificare la regolarità delle procedure seguite dall’assessorato alle Politiche della salute della Regione Puglia per stipulare accreditamenti e convenzioni con case di cura pugliesi. 

L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Marco Dinapoli, è affidata ai pm inquirenti Renato Nitti, Roberto Rossi e Lorenzo Nicastro che hanno in corso verifiche sull'operato di funzionari e dirigenti dell’assessorato regionale alla salute e dei loro rapporti con alcuni imprenditori.


Si tratta della seconda indagine sulla gestione dell’assessorato alle Politiche della salute avviata dalla magistratura dopo quella della Dda che, il 6 febbraio scorso, ha portato alle dimissioni dell’assessore Alberto Tedesco, indagato per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, al falso e al voto di scambio assieme ad alcuni direttori generali delle Asl, a imprenditori e a funzionari regionali.


La 'nuovà indagine, che in realtà è stata avviata all’inizio del 2008 ed è a lungo rimasta 'conoscitivà, riguarda convenzioni e accreditamenti stipulati fino al 31 dicembre 2007.


Il sospetto (tuttora in corso di verifica) è che funzionari e dirigenti dell’assessorato abbiano agito con troppa fretta, e in cambio di utilità, per favorire case di cura che premevano per essere ammesse, entro la fine del 2007, all’ultima tornata di convenzioni e accreditamenti, non prevista per il 2008.

L'indagine ha preso il via esaminando un presunto conflitto di interessi nella sanità pugliese che coinvolge l’assessore Tedesco, i cui figli sono soci di aziende che operano in campo sanitario. Questo filone investigativo avrebbe escluso – a quanto si è saputo – qualsiasi conflitto d’interesse. Nell’ambito dell’indagine (il 23 gennaio 2008), la procura fece sequestrare un centro di riabilitazione privata che stava per entrare in funzione a Putignano (Bari), pur non avendo – secondo l’accusa – tutte le carte in regola.


Il centro era stato accreditato dalla Regione il 24 dicembre 2007. Dopo il sequestro fu ipotizzato il reato di falso e furono attivate indagini e intercettazioni telefoniche.

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